Opzioni: Spazio, Tempo, Volatilità

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Cari amici di www.francescocaranti.com, alla fine è arrivato anche per me il momento di fornirvi i miei articoli unificati, dopo il pregevole ed encomiabile lavoro dei miei colleghi.

Il mio obiettivo, in quanto svolto sin qui, non è stato certo quello di fornire una guida organica ed esaustiva sull’ argomento Opzioni, in quanto tale compito è stato svolto in maniera egregia dal grande Francesco, e né tantomeno di stendere un trattato di finanza quantitativa, in particolare sulla matematica dello strumento opzione : ci sono già numerosi autorevoli testi per chi sia interessato, e soprattutto, riconosco umilmente di non averne le competenze. Tuttavia, quello che ho cercato di trasmettervi, sono le situazioni ed anche le sensazioni  di vita da operatore, vissuta da chi sulle Opzioni ci sbatte la testa tutti i giorni di mercato aperto che Dio manda in terra. A leggere il materiale comunemente disponibile, pur di ottima qualità, sembra tutto semplice e lineare: compro una Call, compro una Put, oppure vendo, o ancora metto su una Bull o Bear Spread, ecc. ecc. , aspetto, e vedo cosa succede, forte di un profilo di rischio/rendimento (per gli anglofili “payoff”) noto a priori. Sfortunatamente, però, c’è un problema : le vie del mercato sono infinite, nel senso più preciso che, dato un valore del sottostante al momento di aprire le nostre posizioni, ed un altro alla scadenza, o comunque al momento in cui decidiamo di chiuderle, i percorsi che il mercato può fare per passare da un valore all’ altro, sono infiniti. Ed è questo il problema che affligge gli operatori di tutto il mondo: io amo dire spesso “non conta tanto dove va il mercato, conta decisamente di più come ci va” . Ebbene, nella mia serie di articoli, ho cercato di spiegarvi nel dettaglio il perché, sviscerando nel dettaglio gran parte delle situazioni che capitano sul mercato tutti i giorni, e in particolare quelle che possono mettere in ginocchio l’ operatore.
E credo che questa consapevolezza di ciò che realmente accade ad un portafoglio reale in Opzioni, unita ad una adeguata esperienza sul campo, conti decisamente di più rispetto al conoscere a menadito la matematica dello strumento. Ci sono preparatissimi professori universitari che tengono corsi sui Derivati nelle facoltà di Economia italiane, che però non hanno mai operato, e nemmeno aperto una piattaforma. E ci sono molti relatori di costosissimi corsi a pagamento che vendono a caro prezzo l’illusione che con le Opzioni si possa guadagnare sempre e comunque.
 
Ebbene, lasciatemi dire, senza falsa modestia, che per fortuna ci abbiamo pensato noi a dirvi come stanno le cose! Con ciò non intendo assolutamente indurvi ad astenervi dall’ operare, anzi, al contrario, vi invito caldamente ad entrare in questo affascinante mondo, ma dovete essere armati di consapevolezza, autocontrollo, e la giusta dose di grinta, perché lì dentro non scherzano: come mi ricorda ogni tanto la mia mamma con un proverbio abruzzese, “chi pecora si fa, il lupo se lo mangia” !
 
Giangiacomo Rossi
 

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